Eclettica-Cultura dell’Arte si costituisce associazione culturale nel 2003, con l’intento no profit di promuovere l’arte contemporanea e la rigenerazione urbana e sociale, declinandola nei linguaggi multimediali, ponendola prevalentemente in dialogo con il variegato territorio in cui ha sede ed opera e l’ambito nazionale e internazionale.
Ha creato nuove modalità di network tra enti istituzionali quali Regione, Soprintendenze ed Enti locali, associazioni, fondazioni, università e accademie, curatori, artisti, istituzioni museali e gallerie private, in Italia e all’estero, svolgendo ricerca sperimentale con ambiti affini, quali spettacolo, archeologia, editoria, cinematografia, restauro e turismo.
Numerosi gli avvisi pubblici vinti, con posizionamento apicale, promossi da Biennale di Venezia, Commissione Europea, Ministero della cultura, Regione Puglia.
Eclettica-Cultura dell’Arte si costituisce associazione culturale nel 2003, con l’intento no profit di promuovere l’arte contemporanea, declinandola nei linguaggi multimediali e ponendola prevalentemente in dialogo con il variegato territorio in cui ha sede ed opera e l’ambito nazionale e internazionale.
Fin dalle prime iniziative organizzate, ha creato nuove modalità di network tra enti istituzionali quali Regione Puglia, Soprintendenze, Enti locali, associazioni, fondazioni, università e accademie, curatori, artisti, istituzioni museali e gallerie private, in Italia e all’estero, svolgendo ricerca sperimentale con ambiti affini, quali spettacolo, archeologia, editoria, cinematografia, restauro e turismo.
In evidenza
Il vento non sa leggere | Piero di Terlizzi
L’esposizione riunisce un corpus significativo di opere recenti, articolato tra scultura e pittura, che testimonia l’evoluzione della ricerca dell’artista nel rapporto tra materia, forma e percezione.
Come afferma la curatrice, «Il vento non sa leggere ma attraversa la materia, la sfiora, la muove. Le opere ci conducono in un territorio immaginifico di torri, intrecci, incastri, luci e silenzi: un paesaggio interiore fatto di memorie e intuizioni, dove il pensiero cerca forma.»
Le sculture in ceramica di Di Terlizzi – per la prima volta riunite ed esposte in una mostra personale – si configurano come strutture organiche, talvolta compatte, talvolta porose o smaltate, caratterizzate da un equilibrio dinamico tra ordine e instabilità. Realizzate attraverso la composizione di migliaia di minuti elementi modellati a mano, si presentano come architetture morbide in cui rigore formale e impulso intuitivo coesistono.
Gli smalti policromi – dai toni saturi del blu, rosso e giallo alle cromie più pacate – introducono un ritmo interno che scandisce la superficie delle sculture neutre, rendendo la materia ceramica al tempo stesso struttura, scrittura e respiro anche dove si sostanziano in grovigli sospesi o in oggetti di design illuminati.
Completano la mostra le sculture minime delle scale in ceramica bianca, che suggeriscono un’idea di passaggio e di ascesa sospesa, e la serie dei Tetrix smaltati, veri e propri moduli plastici di manipolazione percettiva. Questi ultimi, attraverso la brillantezza della superficie e la logica dell’incastro, attivano un cortocircuito tra visione e tatto, invitando lo spettatore a interrogare ciò che vede e ciò che crede di vedere.